Quando si parla di Calabria Ionica ci si riferisce a una parte della regione che si estende dalla parte ionica della provincia di Reggio Calabria all’ultimo comune costiero dell’Alto Ionio cosentino, Roseto Capo Spulico, toccando la piana di Sibari, il Basso Ionio Cosentino e il Marchesato di Crotone (l'area storica e geografica più ad est della Calabria).
È una terra doppia: da un lato borghi medievali arroccati sulle colline della Sila Greca e della Presila, dall'altro marine dal mare cristallino, tra sabbia dorata, ciottoli chiari e acque che vanno dal turchese al blu cobalto.
Questo itinerario è dedicato a 9 località che è possibile raggiungere con un pullman Itabus, le mete peculiari della Calabria Ionica: Sibari, Mirto Crosia, Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Cariati, Torretta di Crucoli, Cirò Marina e Torre Melissa.
Organizza una vacanza estiva senza limitarti ai luoghi più conosciuti, segui i nostri consigli di viaggio!
Sibari, il mito della Magna Grecia

Nessun itinerario in Calabria Ionica può prescindere da Sibari, frazione di Cassano allo Ionio e sito di una delle città più potenti e fiorenti dell'intera Magna Grecia.
Puoi arrivare a Sibari con Itabus da tantissime altre città, perciò può essere anche un ideale punto di partenza per il tuo itinerario.
Qui, tra l'VIII secolo a.C. e l'età romana, si sono sovrapposte tre città diverse: Sybaris, fondata dagli Achei nel 720 a.C. circa, Thurii, la colonia panellenica voluta da Pericle per rifondare l'area dopo la distruzione della prima città, e Copia, l'insediamento di età romana.
Il Parco archeologico di Sibari è una delle tappe immancabili del tragitto che consigliamo: i resti di Sybaris vennero individuati nel 1932 e tuttora sono in corso diversi cantieri di scavo. L'area del Parco Archeologico è divisa in settori, ognuno dei quali è identificato col nome del cantiere di scavo: "Parco del Cavallo", "Prolungamento Strada", "Casabianca" e "Stombi".
I reperti degli scavi sono oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide.

La leggenda del lusso sibarita
Vale la pena raccontare una curiosità linguistica che riguarda Sibari: la parola italiana "sibarita", usata ancora oggi per indicare una persona amante del lusso, dei piaceri raffinati, della vita agiata e dello sfarzo smodato, deriva proprio dal nome di questa città.
Sibari, infatti, nei secoli successivi alla sua fondazione diventò la città più importante della regione, attirando grandi ricchezze; i suoi abitanti si guadagnarono così la fama di persone amanti del lusso, dedite alle mollezze di una vita raffinata. Secondo la tradizione antica, la ricchezza e la lussuria dei sibariti finirono per costare loro la sconfitta: nel 510 a.C. La città fu distrutta completamente dai Crotoniati, che guidati dall'atleta olimpionico Milone deviarono persino le acque del Crati per sommergerne le macerie.
Una leggenda vuole inoltre che i crotoniati, sapendo quanto i cavalieri sibariti amassero far danzare i propri cavalli al suono del flauto, li abbiano sorpresi in battaglia intonando proprio quella musica, mandando in scompiglio l'intera cavalleria nemica.
Vicino al parco si trova il museo archeologico, un edificio di circa 4.000 metri quadrati progettato dall'architetto Riccardo Wallach, con un percorso su due livelli e cinque sale che ripercorrono le fasi di occupazione del territorio, dagli insediamenti enotri dell'Età del Bronzo fino alla tarda antichità.
I Laghi di Sibari sono una zona turistica e portuale composta da specchi d’acqua collegati e da infrastrutture dedicate alla nautica. Non sono un lago naturale isolato, ma un’area modellata dall’interazione tra acqua, porto e insediamento turistico, creata su laghi artificiali di bonifica. È una tappa adatta a chi desidera alternare archeologia, passeggiate e attività sul mare.
La Marina di Sibari offre un lungo litorale sabbioso. Il fondale che degrada gradualmente rende alcuni tratti adatti alle famiglie, ma è sempre necessario prestare attenzione alle condizioni del mare, alla presenza di correnti e alle indicazioni dei bagnini.
Sibari è una buona base per una vacanza di più giorni perché permette di esplorare anche Cassano allo Ionio, le terme e alcuni centri dell’Alto Ionio. Se ami la fotografia, il momento migliore per il parco archeologico è il tardo pomeriggio; se viaggi con bambini, invece, è preferibile concentrare la visita culturale nelle prime ore della giornata.
Cariati, il borgo medievale sul Mar Ionio

Scendendo lungo la costa in direzione sud si incontra Cariati, uno dei borghi più suggestivi della Calabria Ionica, con un centro storico che si erge su un colle e conserva ancora una cinta muraria pressoché intatta (l'unica in tutta la Calabria), rinforzata da otto torri difensive che un tempo proteggevano l'abitato dalle incursioni saracene.
L'ingresso al borgo avviene attraverso la Porta Pia (nota anche come Porta Nuova), che immette su Corso XX Settembre, l'antica via Duomo, dove si incontrano il Palazzo del Seminario (prima metà del Seicento) e la Cattedrale di San Michele Arcangelo.
Il percorso a piedi tra i vicoli è impreziosito da numerosi murales che raccontano i mestieri di un tempo, dalla tessitura alla lavorazione della paglia, fino alla memoria della rivolta dei contadini e delle raccoglitrici di olive per il rispetto dei propri diritti.
Una delle tappe più fotografate è la Balconata della Spezieria, uno dei punti panoramici più belli sulla Marina di Cariati; questo affaccio prende il nome dal vicino torrione difensivo ed è situato in pieno centro storico.
Fuori dalla cinta muraria è segnalata la Tomba Brettia, una “tomba a camera” risalente al 330 a.C. È un luogo interessante proprio perché meno conosciuto rispetto alle spiagge e alle mura. La presenza dei Brettii ricorda che la storia della Calabria Ionica non coincide esclusivamente con quella delle colonie greche: il territorio era abitato e organizzato anche da popolazioni italiche.

Durante la visita a Cariati, una tappa consigliata è la spiaggia di Cariati Marina, costeggiata da un lungomare ombreggiato dai tamerici. Questa spiaggia è ideale sia per chi ama abbronzarsi sotto il sole, sia per chi adora fare lunghe nuotate in un mare cristallino.
Chi preferisce scoprire calette più appartate può proseguire a piedi o via mare verso la Spiaggia del Pesce, la Spiaggia dei Fichi o la Spiaggia della Punta, piccole insenature che costellano la costa. Da vedere anche il Castello Venneri, residenza nobile fortificata del Settecento, aperto però solo in occasioni particolari come la Giornata delle Dimore Storiche.
Mirto Crosia: mare, torri e una storia insolita
Mirto Crosia è una delle tappe più interessanti per chi cerca mete al di fuori dei percorsi più scontati.
Il Comune comprende il centro storico di Crosia, sulle colline, e la frazione costiera di Mirto.
Puoi arrivare a Crosia comodamente con un pullman Itabus ed esplorare a piedi il borgo antico e le aree circostanti.
Nel borgo antico puoi passeggiare tra vicoli, palazzi storici e luoghi di culto. Tra le attrattive principali menzioniamo il Castello Feudale di Mirto, risalente all’inizio del Seicento, la Chiesa Matrice dedicata a San Michele Arcangelo, la Chiesa della Madonna della Pietà, la Torre di Santa Tecla e la Torre del Giglio.
Il Castello Feudale di Mirto merita una precisazione: la denominazione può far pensare a un castello militare tradizionale, ma la struttura è descritta anche come una grande masseria organizzata intorno alle esigenze produttive del feudo. Comprendeva spazi padronali, abitazioni per il personale, magazzini, stalle e ambienti destinati alla lavorazione e alla conservazione di olio e cereali. Questa caratteristica permette di leggere la storia locale non soltanto attraverso guerre e dinastie, ma anche attraverso agricoltura, lavoro e commercio.
Non lontano si trova il Càsino della Vota, antica fattoria signorile legata alla produzione olearia. Il termine “vota” è associato all’idea di un luogo riparato, adatto alla residenza invernale. La presenza di antichi frantoi in pietra contribuisce a raccontare l’importanza dell’olivicoltura nel territorio.
Riguardo le origini del borgo, la tradizione riporta che Crosia sarebbe stata fondata dai compagni di Enea nel 1315 a.C. e avrebbe preso il nome da Kreusa, moglie dell’eroe troiano. Secondo il filologo Gerhard Rohlfs, il nome Crosia deriva dal greco e significa “luogo d'oro”, in relazione alle miniere di oro e argento che un tempo erano presenti in questa zona.
Più recente è la vicenda legata alla Chiesa della Madonna della Pietà. Nel 1987, secondo le testimonianze riportate dal portale regionale, alcuni giovani riferirono di aver visto una statua della Madonna in lacrime. Nei giorni successivi furono raccontati anche altri fenomeni, tra cui una luce bianca visibile nel cielo. La storia attirò fedeli, curiosi e attenzione mediatica nazionale. Anche in questo caso, il valore turistico risiede soprattutto nella memoria collettiva e nella storia religiosa del luogo.
La frazione di Mirto è celebre per il litorale, conosciuto anche come spiaggia Centofontane, il “salotto estivo” del borgo, che alterna tratti di spiaggia libera e lidi attrezzati. Il paesaggio costiero comprende sabbia chiara, ciottoli e rocce in alcuni punti; il fondale digradante è particolarmente apprezzato dalle famiglie.
Un dettaglio meno noto riguarda la presenza della liquirizia sulle dune retrostanti la spiaggia. La Calabria è storicamente legata alla coltivazione e alla lavorazione della liquirizia, e osservare la vegetazione spontanea delle dune permette di collegare il paesaggio marino alle produzioni agricole dell’entroterra.
Calopezzati: il borgo del Castello Giannone
Calopezzati è formato da due nuclei distinti: il paese storico, situato in posizione collinare, e Calopezzati Marina, lungo la costa. Questa separazione è importante per organizzare la visita: il borgo e la spiaggia non sono la stessa località e richiedono tempi diversi.
Il simbolo di Calopezzati è il Castello Normanno, conosciuto anche come Castello Giannone. La fortezza ha pianta quadrangolare e nel tempo ha modificato la propria funzione: da struttura strategica e militare è diventata una residenza signorile. È uno dei castelli calabresi meglio conservati e al suo interno si possono notare i dettagli che raccontano la sua storia nobiliare: finiture lignee, cassoni e decorazioni pittoriche con stemmi araldici sui soffitti, la ricca biblioteca e due eleganti camini monumentali, di cui uno in marmo verde e l’altro in pietra bianca.
Una curiosità sulle origini di Calopezzati: secondo alcune ricostruzioni storiche il borgo affonderebbe le proprie radici nell'antica città della Magna Grecia di Borea, mentre altri studi ne ricollegano la fondazione all'epoca normanna dell'XI secolo, quando alcuni monaci greci in fuga dall'avanzata musulmana avrebbero dato origine al primo nucleo abitativo.
Dopo aver visitato il borgo, puoi scendere verso Calopezzati Marina per una pausa balneare. È una soluzione efficace per chi vuole unire cultura e mare nella stessa giornata: visita del centro storico nelle ore più fresche, pranzo sulla costa e bagno nel pomeriggio.
Per arrivare a Calopezzati puoi prenotare un bus Itabus partendo da moltissime località in tutta Italia, la soluzione più vantaggiosa e semplice per fare un viaggio in questa parte della Calabria Ionica.
Pietrapaola, grotte basiliane e un paesaggio sospeso nel tempo

Pietrapaola è uno dei borghi meno conosciuti della Calabria Ionica, ma custodisce un patrimonio rupestre che merita assolutamente una tappa.
Il paese sorge a 375 metri di quota, incastonato sotto due rupi, quella del Castello e quella del Salvatore. Tra il V e il VII secolo, monaci di origine greca giunti in Calabria per sfuggire alla persecuzione religiosa dell'impero bizantino scavarono nella roccia arenaria numerose cavità, utilizzate come celle per la vita ascetica.
Oggi le grotte basiliane sono ben conservate e visitabili, distribuite tra la rupe del Salvatore e la Timpa del Castello sopra il borgo.
La testimonianza più suggestiva è la cosiddetta Grotta del Principe, raggiungibile tramite un viottolo di gradini scavati nella roccia, dove si possono ancora ammirare colonnine decorate e sormontate da capitelli lavorati. Poco distanti si trovano le Grotte sul Monte Orgia, che gli studiosi ritengono essere una necropoli rupestre.
Scegli di visitare Pietrapaola durante il tuo soggiorno in Calabria, sarai sorpreso dalla magia di questo piccolo borgo.
Le Muraglie di Annibale
In contrada Piano San Martino si trovano resti di mura attribuiti all’epoca classica, datati tra IV e III secolo a.C. e conosciuti come Muraglie di Annibale. Il nome richiama una tradizione, ma non dimostra che il condottiero cartaginese abbia costruito o utilizzato direttamente quelle strutture.
Questo complesso, come nel caso di simili centri fortificati lucani, era completamente scomparso tra la boscaglia; fu scoperto solo agli inizi del secolo scorso.
Questa è una visita da programmare con attenzione. Non tutte le cavità o le aree archeologiche sono necessariamente attrezzate, segnalate o visitabili in autonomia. Evita di entrare in grotte non autorizzate e chiedi informazioni al Comune o all’infopoint locale.
Una sorpresa di Pietrapaola è il progetto di residenze artistiche Abracalabra, ideato da Daniel Kemény. Nel tempo il progetto ha portato nel paese opere di artisti contemporanei, tra cui interventi visibili in Piazza San Demetrio e lungo Via Roma. Il risultato è un dialogo insolito tra pietra, architettura medievale e arte contemporanea.
Per questo Pietrapaola non è soltanto una destinazione per appassionati di storia: è una meta adatta anche a chi cerca fotografie originali, percorsi urbani non convenzionali e luoghi lontani dal turismo balneare più affollato.
Mandatoriccio, tra castelli e transumanze

Proseguendo lungo la costa, Mandatoriccio offre uno dei racconti storici più curiosi dell'intero itinerario. Per secoli quest'area fu un percorso di transumanza, attraversato dai pastori con le loro greggi nei movimenti stagionali tra la costa e le montagne della Sila.
Fu solo nel XV secolo, a seguito delle continue incursioni turche lungo la costa, che gli abitanti risalirono la valle per fondare il primo nucleo del paese attorno a un castello fortificato, da cui il borgo avrebbe preso il nome, secondo la tradizione, dal suo fondatore Teodoro Mandatoriccio.
Del Castello di Mandatoriccio, che secondo le fonti storiche era dotato di ponte levatoio e quattro torrioni difensivi, oggi restano solo alcuni ruderi e parte delle mura megalitiche perimetrali; ben visibile e conservato è invece il torrione principale, che oggi ospita la sede del Municipio.
Da vedere anche i resti della Torre dell'Arso, struttura medievale caratterizzata dalle sue quattro facciate concave rivolte verso l'interno.
La parte bassa del paese, Mandatoriccio Marina, regala un mare di trasparenza sorprendente, con spiagge di sabbia fine e chiara, ampie e particolarmente estese, capaci di offrire sia tratti liberi e selvaggi sia stabilimenti attrezzati.
Visita Mandatoriccio e dedica qualche ora all'esplorazione di questa incantevole località; sarà una piacevole pausa nel corso di un soggiorno estivo in Calabria.
Torretta di Crucoli, la spiaggia della sardella

Torretta è la frazione marina del Comune di Crucoli, in provincia di Crotone. Il paese di Crucoli si trova più in alto, mentre Torretta si sviluppa lungo la costa ionica.
Torretta di Crucoli è nota soprattutto per una specialità gastronomica identitaria: la sardella, un "caviale calabrese" spalmabile a base di sarda e peperoncino, di cui questo borgo è tra i centri di produzione più rinomati.
Ogni estate c'è una sagra dedicata a questo prodotto tipico, una ragione in più per programmare la propria visita in quel periodo!
La spiaggia di Torretta si estende per circa 3 chilometri tra Punta Alice e la foce del fiume Nicà, con sabbia dorata, un lungomare alberato e fondali digradanti perfetti per lunghe nuotate.
Nella parte centrale della spiaggia c'è un piccolo promontorio che offre un punto panoramico straordinario con vista sul mare aperto. Il lungomare, intitolato a Kennedy, alterna piccoli negozi e locali sul lato interno a stabilimenti e lidi sul lato mare, che di sera si animano con musica dal vivo.
Per chi ha voglia di allontanarsi qualche ora dalla spiaggia, il borgo collinare di Crucoli si sviluppa attorno ai resti di un antico castello e offre vicoli e panorami tipici dei paesi arroccati della zona.
Torre Melissa, la Bandiera Blu delle acque turchesi

La tappa di questo itinerario più a sud, è Torre Melissa, marina del comune di Melissa, che dal 2012 ottiene ininterrottamente la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque: parliamo di una delle spiagge più belle della Calabria Ionica, lambita da un mare limpido e poco profondo, e ricoperta da fine sabbia bianca frammista a ghiaino.
Il borgo prende il nome dalla Torre Aragonese del XVI secolo, che sorge a sud del centro abitato e che un tempo fungeva da residenza estiva dei conti feudatari Campitelli.
Dalla sommità della torre lo sguardo abbraccia l'intera costa del Marchesato, da Punta Alice a Capo Colonna; all'interno della torre trova sede il Museo della Civiltà Contadina, a ingresso gratuito, in cui sono esposti antichi strumenti, utensili, oggetti della vita rurale di un tempo.
Nei locali un tempo adibiti a stalle, si trova ora un ristorante caratteristico dove è possibile assaporare alcune prelibatezze locali.
Melissa è rinomata anche per la produzione di vino: alle spalle del paese, infatti, si estendono vigneti che danno origine, oltre che al Cirò, anche al vino Melissa DOC.
Cirò Marina, tra vino DOC e Magna Grecia

Cirò Marina è probabilmente la meta più conosciuta di questo tratto di costa, e non solo per il mare: la città è la patria del celebre vino Cirò DOC, uno dei più antichi e riconoscibili di tutta la Calabria, prodotto principalmente con uve Gaglioppo.
Partire per Cirò Marina è semplice con Itabus: prenoti un pullman online, approfitti delle tariffe low cost e raggiungi una delle località più affascinanti della Costa dei Saraceni.
Il principale punto di interesse storico è l'area archeologica di Punta Alice, dove sono stati rinvenuti i resti del tempio di Apollo Aleo, legati secondo la tradizione alla fondazione della colonia greca di Krimisa, fondata dagli Epiroti guidati dall'eroe mitologico Filottete nell'VIII secolo a.C.
I resti archeologici testimoniano l'effettivo contatto fra la popolazione di Cirò con quella dei Micenei di Grecia.
Poco distante dalla marina, il borgo collinare di Cirò conserva una cinta muraria risalente al XV secolo e il Castello Sabatini, imponente fortezza di origine normanna che domina la valle dei vigneti.
La passeggiata lungo le sue mura esterne permette di ammirare un panorama che spazia dalle colline fino al blu del Mar Ionio. Sulla costa, invece, si può visitare la Torre Vecchia, struttura difensiva del XV secolo che faceva parte del sistema di avvistamento costiero contro le incursioni via mare.

La spiaggia principale, quella di Punta Alice, alterna sabbia dorata a tratti di ghiaia fine, con acque particolarmente trasparenti tra le più belle della costa ionica calabrese.
Alle spalle dell'arenile si estende una pineta di pini d'Aleppo e pini marittimi, perfetta per un picnic all'ombra o una corsa mattutina lontano dalla calura.
Per chi vuole abbinare mare e degustazioni, diverse cantine della zona offrono visite e assaggi del Cirò DOC direttamente tra i filari.
Tra rovine della Magna Grecia, borghi arroccati, grotte scavate nella roccia e spiagge premiate con la Bandiera Blu, la Calabria Ionica è una delle mete estive più sorprendenti e ancora autentiche d'Italia. Pianifica la tua prossima vacanza qui e segui i nostri suggerimenti per trascorrere un soggiorno memorabile.