C'è una città in Lombardia che non smette mai di sorprendere. Una città che riesce nell'impresa rara di essere due cose contemporaneamente: uno scrigno medievale arroccato su una collina, circondato da possenti mura veneziane dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, e allo stesso tempo una realtà moderna e vivace, con una vocazione culturale e gastronomica di assoluta eccellenza. Questa città è Bergamo, la Città dei Mille.
Visitare Bergamo significa lasciarsi coinvolgere da un luogo che racconta secoli di storia con la naturalezza di chi non ha bisogno di strafare.
Ogni angolo di Città Alta è una scoperta: la pietra delle torri medievali, i profumi della cucina tradizionale, il suono dei cento rintocchi del Campanone che alle ventidue si diffonde su tutta la città, e il panorama sulla pianura padana che si estende fino all'orizzonte nei giorni limpidi, quando persino la Madonnina di Milano diventa visibile.
Nel 2023 Bergamo ha condiviso con la vicina Brescia il titolo di Capitale Italiana della Cultura (ne abbiamo parlato qui), un riconoscimento che ha ulteriormente messo in luce la ricchezza artistica e culturale di questo territorio. Ma Bergamo non ha certo aspettato questo titolo per essere apprezzata: da decenni è una delle mete più amate dai turisti italiani e stranieri che visitano la Lombardia.
Bergamo Alta e Bergamo Bassa, due anime di una stessa città

Prima di partire alla scoperta di Bergamo, è utile capire la sua struttura urbana. La città è divisa in due parti distinte che convivono in perfetta armonia: la Città Alta, il centro storico medievale arroccato su un colle a circa 380 metri di altitudine, e la Città Bassa, sviluppatasi nella pianura ai piedi della collina e caratterizzata da un'architettura prevalentemente ottocentesca e novecentesca.
La Città Alta è il cuore pulsante del turismo bergamasco e conserva la grande maggioranza dei monumenti storici e delle attrazioni culturali. È circondata dalle celebri Mura Veneziane, una cinta muraria lunga oltre 5 chilometri costruita a partire dal 1561 dalla Repubblica di Venezia che, con i suoi bastioni, torri e porte monumentali, costituisce uno dei più importanti esempi di architettura militare rinascimentale in Italia.
Nel 2017 le Mura Veneziane di Bergamo sono state inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte del sito seriale "Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo".
La Città Bassa ha un fascino diverso ma non meno interessante. Il suo asse principale è il Sentierone, un elegante viale alberato costellato di caffè, negozi e palazzi liberty, che culmina nella vivace Piazza Matteotti. Qui si trovano il Teatro Donizetti, il Palazzo di Giustizia e, non lontano, l'Accademia Carrara, uno dei musei d'arte più importanti d'Italia.
Le Funicolari: il modo più bello di salire in Città Alta

Poche città italiane possono vantare non una, ma due funicolari storiche che, ancora oggi, svolgono un ruolo fondamentale nella vita quotidiana della città. Salire in Città Alta con la funicolare non è semplicemente un mezzo di trasporto: è già un'esperienza turistica in sé.
La prima funicolare, quella che collega la Città Bassa alla Piazza Mercato delle Scarpe in Città Alta, è entrata in funzione il 20 settembre 1887 ed è tuttora amatissima dai bergamaschi. Con un dislivello di 85 metri e un tragitto di appena un minuto e mezzo, attraversa in modo spettacolare le Mura Veneziane, regalando scorci panoramici sulla pianura e sui giardini che costeggiano il percorso.
La seconda funicolare, entrata in funzione nel 1912 e progettata in elegante stile liberty, è quella che sale dal Colle Aperto di Città Alta fino al Colle di San Vigilio, dove si trova il piccolo castello e uno dei punti panoramici più straordinari della zona. Da lì, nelle giornate limpide, lo sguardo si spinge fino alla pianura padana, e secondo una tradizione locale ben nota, dai cannocchiali sistemati lungo le Mura si può addirittura scorgere la Madonnina di Milano.
Piazza Vecchia, il cuore di Bergamo Alta

Arrivare in Piazza Vecchia per la prima volta è un'esperienza che non si dimentica facilmente. Il celebre architetto Le Corbusier, visitando Bergamo negli anni Trenta, definì questa piazza "la più bella d'Europa" e aggiunse: "Non si può più toccare neppure una pietra, sarebbe un delitto". Un giudizio severo che la dice lunga su quanto questo spazio sappia colpire anche i professionisti dell'architettura più smaliziati.
La piazza è il risultato di secoli di stratificazione storica e architettonica. Al centro campeggia la Fontana Contarini, commissionata nel 1780 dal podestà veneziano Alvise Contarini e decorata con quattro sfingi che, secondo la tradizione, indicano con lo sguardo i due edifici principali della piazza: la Biblioteca Angelo Mai e il Palazzo della Ragione, a simboleggiare rispettivamente la Conoscenza e la Ragione.
Il Palazzo della Ragione, costruito nel XII secolo, è il più antico palazzo comunale della Lombardia ancora in piedi. Sulla sua facciata campeggia il Leone di San Marco, simbolo del dominio veneziano su Bergamo dal 1428 al 1797. Attraverso i suoi portici ci si immette nel Palazzo del Podestà, dove nel 1477 il giovane Bramante lasciò una testimonianza straordinaria dei suoi affreschi, oggi visibili nella Sala delle Capriate.
A dominare la piazza dall'alto è il Campanone, la Torre Civica alta 52,76 metri. Costruita nel XII secolo, è accessibile sia a piedi (230 gradini) sia con un ascensore, e dalla sua terrazza si gode una vista panoramica eccezionale su tutta la città e sulla pianura circostante.
Ma l'appuntamento più celebre con il Campanone non richiede la scalata: ogni sera alle 22.00 in punto, la grande campana batte esattamente 100 rintocchi che risuonano in tutta Città Alta, perpetuando una tradizione secolare che risale all'epoca in cui il suono segnalava la chiusura delle porte della città.

La Basilica di Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni

Accanto a Piazza Vecchia, Piazza del Duomo raccoglie in uno spazio ristrettissimo alcune delle più importanti testimonianze architettoniche e artistiche di Bergamo. Camminando dalla piazza principale verso questa piccola ma incredibilmente densa piazzetta, ci si trova improvvisamente circondati da capolavori che abbracciano mille anni di storia dell'arte.
La Basilica di Santa Maria Maggiore è uno degli edifici religiosi più affascinanti della Lombardia. Costruita a partire dal 1137 in stile romanico, colpisce per la sua singolare caratteristica: la facciata principale non ha una porta di ingresso centrale, compensata invece da quattro splendide porte laterali con protiri sorretti da leoni in marmo rosso di Verona. L'esterno è sobrio e austero, ma gli interni sono un'esplosione barocca di colori, affreschi, arazzi fiamminghi del XVI secolo e straordinarie tarsie lignee realizzate su disegno del pittore bergamasco Lorenzo Lotto.
La tomba di Gaetano Donizetti, il grande compositore bergamasco di fama mondiale, si trova proprio qui all'interno della basilica.
A fianco della basilica si erge la Cappella Colleoni, considerata il più bell'esempio di architettura rinascimentale della Lombardia. Commissionata da Bartolomeo Colleoni, il celebre condottiero al servizio della Repubblica di Venezia, la cappella fu progettata da Giovanni Antonio Amadeo e costruita tra il 1472 e il 1476 come mausoleo per sé e per la figlia Medea.
La facciata è un capolavoro di decorazione, ricoperta di sculture, bassorilievi e policromi marmi intarsiati che la rendono unica nel panorama architettonico italiano. All'interno, l'affresco della volta a opera del Tiepolo e i monumenti funebri in marmo bianco di Carrara del Colleoni e della figlia completano un'esperienza artistica di rara intensità.
La cancellata della cappella nasconde uno dei rituali scaramantici più divertenti di Bergamo: sullo stemma di Bartolomeo Colleoni è raffigurata una serie di sfere (il cui numero varia a seconda dell'interpretazione), che nel dialetto bergamasco si chiamano con un termine più colorito. La tradizione popolare vuole che sfregare queste sfere porti fortuna, e la patina lucida delle sfere testimonia quanto i bergamaschi — e i turisti — prendano sul serio questa usanza.

Perché Bergamo si chiama la Città dei Mille
Tra tutti i soprannomi delle città italiane, quello di Bergamo è forse il più carico di significato storico. La "Città dei Mille" non rimanda a una cifra approssimativa di abitanti né a una semplice suggestione poetica: è un titolo ufficiale, riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica il 20 gennaio 1960, in occasione del centenario della Spedizione dei Mille, e fa riferimento a uno degli episodi più gloriosi del Risorgimento italiano.
La storia inizia nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, quando Giuseppe Garibaldi partì da Quarto (Genova) con un migliaio di volontari — i celebri "Mille" — a bordo di due vapori, il Piemonte e il Lombardo, diretti in Sicilia per rovesciare il governo borbonico e avviare l'unificazione del meridione d'Italia sotto la corona sabauda. Tra quei mille volontari, una percentuale straordinariamente alta — circa 174-180 uomini accertati, un quinto dell'intera spedizione — proveniva da Bergamo e dalla sua provincia. Nessun'altra città italiana contribuì con un numero così elevato di volontari alla spedizione, e fu questa eccezionale partecipazione a valere a Bergamo il titolo che porta ancora oggi con orgoglio.
Per approfondire questa pagina di storia, il Museo dell'Ottocento alla Rocca di Bergamo (in Città Alta) conserva cimeli, documenti, ritratti fotografici e pittorici dei volontari bergamaschi, nonché la ricostruzione del Teatrino dei filodrammatici dove avvenivano le operazioni di arruolamento. Una visita che emoziona e istruisce al tempo stesso.

L'Accademia Carrara: uno dei musei d'arte più importanti d'Italia
Pochi sanno che Bergamo ospita uno dei musei di pittura più ricchi e preziosi dell'intera penisola. L'Accademia Carrara, fondata nel 1796 dal mecenate bergamasco Giacomo Carrara, raccoglie circa 1.800 opere provenienti dai secoli XV-XIX, con una concentrazione di capolavori del Rinascimento italiano ed europeo che farebbe invidia a molte capitali d'arte.
Nelle sue sale si incontrano opere di Botticelli, Raffaello, Mantegna, Tiziano, Giovanni Bellini, Lotto, Moroni, Pisanello e moltissimi altri. È qui che si può ammirare il ritratto di Lionello d'Este del Pisanello, considerato uno dei più importanti ritratti quattrocenteschi italiani, o le straordinarie figure femminili di Lorenzo Lotto, il grande pittore veneziano che trascorse a Bergamo una parte significativa della sua carriera lasciando tracce del suo genio in ogni angolo della città.
Non mancano opere di El Greco, Cranach, Van Dyck e Tiepolo, testimonianza dei vasti orizzonti culturali che caratterizzavano Bergamo nel corso dei secoli.
Il museo è stato oggetto di un lungo e accurato restauro conclusosi nel 2015, che ne ha profondamente rinnovato l'allestimento rendendolo uno degli esempi più moderni e accessibili di presentazione dell'arte italiana. Il percorso di visita è intuitivo e ben documentato, con pannelli esplicativi in italiano e inglese e audio guide disponibili.
Le Mura Veneziane, passeggiare su un Patrimonio UNESCO

Le Mura Veneziane di Bergamo sono una delle grandi conquiste dell'ingegneria militare del Rinascimento. Costruite a partire dal 1561 per volontà della Serenissima Repubblica di Venezia, con l'obiettivo di proteggere la città dagli attacchi dei Milanesi e di garantire la sicurezza dei commerci verso il nord Europa, queste fortificazioni si estendono per oltre 6 chilometri lungo il perimetro di Città Alta, articolandosi in bastioni, cannoniere, porte monumentali e torri di controllo.
Ciò che rende le Mura di Bergamo particolarmente straordinarie è il fatto che siano rimaste praticamente intatte nel corso dei secoli: non subirono mai un assedio e vennero sostanzialmente risparmiate dalle distruzioni belliche che colpirono altri centri storici italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi il camminamento sulle mura è uno degli itinerari più amati da turisti e bergamaschi, percorribile interamente a piedi attraverso un tracciato di circa 6 chilometri che regala viste panoramiche straordinarie sulla pianura padana, sulle Prealpi e sulla stessa Città Alta vista dall'esterno.
Il percorso delle Mura è costellato di elementi storici affascinanti: le sei porte di accesso alla città (tra cui la Porta Sant'Agostino, sormontata dal Leone di Venezia, e la Porta Sant'Alessandro), i possenti bastioni progettati dal grande ingegnere militare Bartolomeo d'Alviano, e Porta di San Lorenzo ribattezzata "Porta Garibaldi" nel ricordo dell'ingresso trionfale del generale in città l'8 giugno 1859.
All'altezza del Baluardo di Sant'Andrea si trova uno dei belvederi più scenografici: da qui si vede chiaramente come le Mura siano state costruite non solo per difendere, ma anche per controllare visivamente il territorio circostante.
L'oasi verde della Valle d'Astino

Tra le esperienze più interessanti e ancora relativamente di nicchia per chi visita Bergamo c’è il Monastero di Astino, nella Valle d’Astino, un’area agricola e paesaggistica alle porte della città. Il complesso monastico, fondato in epoca medioevale, è stato recuperato e valorizzato, diventando oggi un luogo dove storia, paesaggio rurale e iniziative culturali si intrecciano.
Nei dintorni dell’abbazia si sviluppano campi, vigneti e percorsi pedonali che permettono di vivere un paesaggio agricolo tradizionale, a pochi minuti dal centro urbano. Visitare Astino è un modo per conoscere una Bergamo più lenta e contemplativa, in cui il rapporto tra città e campagna è ancora ben visibile, e può essere una tappa perfetta per chi ama fotografie, passeggiate e luoghi meno affollati.
Torre dei Caduti, il cuore monumentale della Bergamo moderna

La Torre dei Caduti si trova in Città Bassa, nella zona del Sentierone, ed è uno dei simboli più riconoscibili della Bergamo novecentesca. Fu costruita nei primi decenni del XX secolo come monumento dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale, inserendosi nel nuovo assetto urbano che in quegli anni stava ridisegnando il centro moderno della città.
L’architettura, slanciata e solenne, richiama volutamente il linguaggio monumentale del periodo, con la torre che si staglia come un segno verticale in mezzo a piazze e portici, creando un forte punto di riferimento visivo.
Oggi la Torre dei Caduti non è solo un luogo della memoria, ma anche un elemento scenografico che contribuisce all’identità della Città Bassa: attraversando quest’area, il gioco di prospettive tra la torre, i palazzi circostanti e lo sfondo di Città Alta sul colle permette di cogliere in un solo colpo d’occhio il legame tra il volto moderno e quello storico di Bergamo.
Cosa mangiare a Bergamo di tipico

Visitare Bergamo senza dedicare la dovuta attenzione alla sua cucina sarebbe un errore imperdonabile. La gastronomia bergamasca è una delle più ricche e caratteristiche della Lombardia, radicata in una tradizione contadina e montana che privilegia ingredienti genuini, lavorazioni accurate e sapori profondi. Tre sono le colonne portanti di questa tradizione: la polenta, i formaggi e la pasta fresca ripiena.
Non si può dire di aver visitato davvero Bergamo senza aver mangiato un piatto di casoncelli alla bergamasca, chiamati in dialetto locale "casonsei". Si tratta di ravioli di pasta fresca con un ripieno che varia da famiglia a famiglia ma che tradizionalmente comprende carne bovina e suina macinata, pane grattugiato, grana padano, amaretti sbriciolati, uva sultanina, uova e spezie come cannella e noce moscata.
La polenta è l'altra protagonista assoluta della cucina bergamasca. Se la polenta gialla classica di mais è un caposaldo della gastronomia lombarda in generale, la Polenta Taragna è una specialità che merita un discorso a parte. Preparata con una miscela di farina di mais e farina di grano saraceno, viene arricchita in cottura con il formaggio — tipicamente il Branzi dell'Alta Val Brembana o il Taleggio — e abbondante burro, trasformandosi in un piatto fondente e cremoso di straordinaria godibilità. Il nome deriva dal "tarèl", il lungo bastone di legno usato per mescolarla durante la cottura.
La provincia di Bergamo detiene un primato: è la provincia italiana con il maggior numero di formaggi a denominazione di origine protetta (DOP). Ben nove marchi DOP portano il segno di questo territorio: il Formai de Mut dell'Alta Valle Brembana, il Taleggio, lo Strachitunt, il Quartirolo Lombardo, il Gorgonzola, il Grana Padano, il Provolone Valpadana, il Bitto e la Salva Cremasco.
In qualsiasi ristorante bergamasco degno di questo nome, un tagliere di formaggi locali accompagnato da miele, marmellate e polenta è un antipasto irrinunciabile.
Visitare Bergamo significa scoprire una città che non ha bisogno di esagerare per impressionare: la bellezza di Piazza Vecchia, la potenza silenziosa delle Mura Veneziane,, la semplicità commovente di un piatto di casoncelli preparato come una volta — sono tutte esperienze che parlano da sole, senza filtri né artifici.
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