Polignano a Mare e dintorni, cosa vedere assolutamente

Una guida completa e ragionata su Polignano a Mare, pensata per chi vuole trascorrere una vacanza in una delle località più suggestive della Puglia, a picco sul mare.

C'è un luogo in Puglia dove il tempo sembra essersi fermato sulle scogliere, dove le case bianche si aggrappano alla roccia come se avessero paura di cadere in mare, e dove ogni angolo nasconde una storia da raccontare. Quel luogo si chiama Polignano a Mare, e se stai pianificando un viaggio in questa meravigliosa città pugliese, in questa guida troverai consigli, informazioni pratiche e qualche segreto che in pochi conoscono.


Tutto quello che serve per visitare Polignano a Mare — e i suoi splendidi dintorni — nel modo più autentico possibile.


Perché scegliere Polignano a Mare per le tue vacanze


Cosa fare a Polignano a Mare


Polignano a Mare sorge su un promontorio calcareo che si protende nell'Adriatico nella città metropolitana di Bari, a circa 35 chilometri a sud del capoluogo. 

La sua posizione è spettacolare per ragioni geografiche precise: il calcare che costituisce il promontorio è stato eroso per millenni dalle onde, creando un sistema di grotte marine, archi naturali e falesie a picco sul mare che non ha paragoni nel Mediterraneo.


Il centro storico — il vero cuore della città — è un dedalo di vicoli stretti, archi e piazzette che risale all'insediamento medievale. Ma Polignano ha radici ancora più profonde: i Peucezi (popolazione indigena della Puglia preromana) abitavano questo promontorio ben prima della colonizzazione greca e poi romana. 


L'origine del nome della città, secondo alcune fonti, deriva da Neapolis, secondo altre invece potrebbe derivare dalla musa greca Polymnia, mentre si narra che qui ci fosse una torre costiera detta Turris Cesaris, voluta da Giulio Cesare dopo aver distrutto un precedente insediamento del console Gaio Mario.


Oggi Polignano a Mare conta circa 17.000 abitanti e accoglie ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. Eppure, con un po' di accortezza e le giuste informazioni, è ancora possibile trovare angoli di autentica quiete e vivere un'esperienza genuina.


Il centro storico di Polignano: un labirinto da scoprire passo dopo passo


Centro Storico Polignano


Suggeriamo di iniziare una passeggiata nel centro storico da Piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante della vita sociale polignanese. 


Soffermati a osservare il Palazzo dell'Orologio, la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, e soprattutto goditi l'atmosfera: i tavolini dei bar, i venditori di taralli, il fermento del passeggio serale. Il nostro consiglio è di visitare la piazza nelle prime ore del mattino (quando i turisti non sono ancora arrivati) e nel tardo pomeriggio, durante l'ora d'oro di luce. 


La Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta


Affacciata su Piazza Vittorio Emanuele, la Chiesa Matrice è il principale edificio religioso di Polignano a Mare. La sua costruzione risale al XIII secolo, ma l'edificio attuale ha subito numerose trasformazioni nel tempo. 

La facciata barocca è arricchita da un portale in pietra leccese scolpita, elemento tipico dell'architettura religiosa pugliese.

All'interno la chiesa custodisce alcune opere d'arte di notevole interesse: il Polittico della Madonna con Bambino e santi, realizzato nel XV secolo su tavola dorata dal rinomato artista Bartolomeo Vivarini, e molte opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo.

Non è una chiesa "da cartolina", ma vale una visita per chi vuole capire la stratificazione culturale e artistica di Polignano.


L'Arco Marchesale: il portale sul passato medievale di Polignano


Porta Grande Polignano


L'Arco Marchesale (noto anche come Porta Grande) è uno degli elementi architettonici più significativi e suggestivi di tutto il centro storico di Polignano a Mare. Si tratta dell'antico portale d'ingresso al borgo medievale, un arco in pietra calcarea locale che per secoli ha rappresentato il confine fisico e simbolico tra la città e il mondo esterno. 


Passarci sotto non è solo un gesto fisico — è un vero e proprio attraversamento nel tempo. La pietra che lo compone è la stessa della scogliera su cui sorge Polignano: biancastra, porosa, segnata dall'umidità e dal vento di mare, con quella patina di secoli che nessun restauro potrebbe (né dovrebbe) cancellare. 


Ciò che rende l'Arco Marchesale particolarmente interessante non è solo il suo valore architettonico, ma la sua funzione di soglia psicologica: è il punto in cui il rumore della città moderna lascia il posto al silenzio relativo dei vicoli antichi, in cui il lastricato sotto i piedi cambia consistenza e il paesaggio urbano si stringe e si abbassa, come se il borgo ti accogliesse abbassando la voce. 

Molti visitatori ci passano davanti senza fermarsi, vale invece la pena sostare qualche minuto, osservare i dettagli della lavorazione della pietra, e immaginare quante generazioni di polignanesi lo hanno attraversato ogni giorno della loro vita.


Sulle tracce di Domenico Modugno


Monumento Modugno Polignano


Polignano a Mare è anche la città natale di Domenico Modugno, autore di “Nel blu dipinto di blu (Volare)”, e sul Lungomare a lui dedicato, precisamente in Largo Gelso, si erge maestosa una statua in suor ricordo. Inaugurata il 31 maggio del 2009, la statua in bronzo è alta circa 3 metri ed è stata ideata e realizzata dallo scultore argentino Hermann Mejer. L'opera rappresenta Modugno con le braccia aperte, in un gesto iconico che richiama la sua celebre esibizione al Festival di Sanremo del 1958 con la sua canzone più celebre, "Nel blu dipinto di blu". 


Ma perché Polignano ha voluto onorare Modugno in modo così visibile e permanente? La risposta sta nel legame profondo e viscerale che l'artista ha sempre mantenuto con la sua città natale. Si dice che "Volare" sia nata proprio pensando alle scogliere di questa splendida città.

E anche dopo il successo internazionale, Modugno non ha mai dimenticato le sue origini: il 26 agosto 1993 tornò a Polignano per tenere l'ultimo grande concerto della sua carriera, un evento che radunò circa 70.000 persone, trasformando la città in una grande celebrazione all'aperto di musica e memoria. 


Con il passare del tempo la statua è diventata meta obbligata per chi desidera scattare una foto ricordo. Vale la pena fermarsi qualche minuto, guardare quelle braccia aperte verso il mare e pensare a un ragazzo di Polignano che da queste stesse scogliere ha saputo immaginare il volo — e ha convinto il mondo intero a volare con lui.


Le grotte marine di Polignano, uno spettacolo geologico mozzafiato


Grotte Marine di Polignano


Le grotte marine sono, insieme alle scogliere, il simbolo geologico più straordinario di Polignano a Mare. Formatesi nel corso di migliaia di anni per l'erosione dell'acqua sul calcare del promontorio, queste cavità naturali creano giochi di luce, colori e suoni che non hanno paragoni.


La Grotta Palazzese è la più famosa delle grotte di Polignano, e la sua fama è legata anche al fatto che al suo interno è ospitato uno dei ristoranti più scenografici al mondo: il Ristorante Grotta Palazzese, aperto da maggio a ottobre. 


Cenare in una grotta a picco sul mare, con le onde che si infrangono sotto e il cielo stellato sopra, è un'esperienza che molti viaggiatori descrivono come indimenticabile.


Chi vuole ammirare la grotta senza prenotare un tavolo (che peraltro va riservato con mesi di anticipo in alta stagione) può farlo dall'alto, dalla terrazza pubblica che si affaccia sul promontorio: la grotta si apre come una cattedrale naturale sotto il livello della strada, con la volta calcarea che forma un tetto naturale sopra il mare.


Meno note della Grotta Palazzese ma altrettanto affascinanti, la Grotta delle Rondinelle e la Grotta Ardito sono raggiungibili solo via mare, con le tradizionali imbarcazioni dei pescatori locali o con le escursioni organizzate dal lungomare. 


La Grotta delle Rondinelle prende il nome dai balestrucci che nidificano sulle pareti rocciose: dentro, la luce filtra dall'ingresso creando riflessi di colore azzurro intenso sull'acqua.

La Grotta Ardito deve il nome al suo antico proprietario, il sacerdote Don Giuseppe Ardito, che fece scavare nella roccia una lunga scala per poter accedere più facilmente alla grotta.

Il modo migliore per vedere le grotte di Polignano dal mare è prendere uno dei gommoni o delle barche che offrono tour costieri. 

Le escursioni durano generalmente da 1 a 2 ore e partono dal lungomare o dal porto. Alcune imbarcazioni consentono anche di fare il bagno nelle acque cristalline sotto le grotte.


Le migliori spiagge di Polignano a Mare


Spiagge più belle di Polignano


Polignano a Mare non è una destinazione da lunghe spiagge di sabbia fine. 

La conformazione rocciosa del promontorio crea piccole cale, insenature e lidi attrezzati incastonati tra le falesie: ogni specchio d'acqua ha il suo carattere.


La spiaggia più fotografata di Polignano è Lama Monachile (Cala Porto), quella che compare in quasi tutte le immagini della città. È una piccola cala racchiusa tra alte pareti di roccia calcarea bianca, raggiungibile scendendo i gradini che portano all'antico porto dei pescatori. 

L'acqua è di una trasparenza eccezionale, con sfumature dal verde smeraldo all'azzurro profondo. In alta stagione è affollata già dal mattino presto: arriva entro le 8:30 se vuoi trovare posto. Il fondo è di ciottoli, quindi le scarpette da mare sono utili. 

Da questa cala si vede anche il famoso Ponte Borbonico (noto come Ponte di Via Conversano), costruito nel XIX secolo.


A nord del centro storico, Cala Paura è una piccola insenatura rocciosa raggiungibile a piedi o in barca, con acque cristalline e meno affollata rispetto alle spiagge principali. A sud, la spiaggia di San Vito è invece più adatta alle famiglie con bambini piccoli per il fondale che degrada dolcemente.


Foto 8: Cala Paura

alt title foto: Migliori Spiagge a Polignano


Lo Scoglio dell'Eremita: la leggenda dell'isolotto di San Paolo


Scoglio dell'Eremito


A pochi metri dalla costa sud di Polignano a Mare, staccato dalla terraferma e visibile dal lungomare, si erge solitario lo Scoglio dell'Eremita, conosciuto anche come Isolotto di San Paolo. Una parete rocciosa di poco più di trenta metri d'altezza, quasi priva di vegetazione, che domina le acque cristalline dell'Adriatico con una presenza silenziosa e magnetica.


Il suo nome deriva da una leggenda tramandata per secoli tra i pescatori locali. 

Un uomo di fede — per alcuni un missionario di ritorno dalla Terra Santa, per altri un monaco basiliano in cerca di isolamento spirituale — rimase così colpito dalla bellezza di quel promontorio di roccia da decidere di stabilirvisi per condurre una vita di completa solitudine e preghiera. 


I pescatori lo vedevano spesso sul suo scoglio intento a pregare; ogni tanto qualcuno approdava sull'isola per portargli del pesce o altri generi di prima necessità. La comunità di Polignano decise nel 1612 di erigere in suo onore una cappella commemorativa dedicata a Sant'Antonio Abate; la cappella divenne poi lazzaretto nel 1837 durante un'epidemia di colera e fu successivamente distrutta per motivi igienici. 

Oggi sull'isolotto rimangono i resti di un pozzo per la raccolta dell'acqua piovana e una croce in ferro, posta in onore di San Vito Martire, Santo Patrono di Polignano a Mare, da alcuni frati missionari nell'anno 1901. 


Ma lo Scoglio dell'Eremita non è solo storia e leggenda: nel 2017 l'area è stata dichiarata Zona di Protezione Speciale (ZPS) dalla Regione Puglia, in quanto habitat ideale per il gabbiano corso (Larus audouinii), specie protetta tra le più rare del Mediterraneo. 


Dal punto di vista subacqueo, le belle pareti scoscese alternate a grandi massi che girano intorno all'isola lo rendono una delle mete sub più ambite della provincia di Bari. 

Lo scoglio si raggiunge comodamente via mare con una delle escursioni in barca che partono dal porto. È senza dubbio uno di quegli angoli di Polignano che restano impressi nella memoria.


Cosa vedere nei dintorni di Polignano a Mare


Uno dei grandi vantaggi di scegliere Polignano come base è la posizione strategica: a pochi chilometri si trovano alcune delle mete più affascinanti della Puglia.


A soli 10 chilometri a sud si trova Monopoli, con uno dei centri storici meglio conservati della costa adriatica. Il porto vecchio è ancora un luogo di vita autentica: pescherecci che scaricano il pescato al mattino, ristorantini di pesce, una luce sull'acqua che nelle ore d'oro è di una bellezza quasi commovente. 


Monopoli in Puglia


Da non perdere la Cattedrale di Maria Santissima della Madia — che custodisce secondo la tradizione un'icona miracolosa giunta via mare su una zattera nel XII secolo — e il castello di Carlo V sul lungomare. 


A circa 20 chilometri nell'entroterra si trovano le Grotte di Castellana, il sistema carsico sotterraneo più esteso e spettacolare d'Italia. Scoperte nel 1938, le grotte si estendono per oltre 3 chilometri di gallerie con stalattiti e stalagmiti di dimensioni colossali. 


La gemma del complesso è la Grotta Bianca: una cavità completamente rivestita di calcite bianchissima dall'effetto quasi lunare. Le grotte mantengono una temperatura costante di circa 15°C, quindi porta una giacca leggera anche in estate. La prenotazione in alta stagione è fortemente consigliata.


Alberobello è il paese dei trulli, quelle costruzioni in pietra a secco con il tetto conico che sono il simbolo iconico della Valle d'Itria. Il rione Monti concentra circa 1.000 trulli su un versante collinare; meno turistico e più autentico è invece il rione Aia Piccola, dove i trulli sono ancora prevalentemente abitati. 


Nelle vicinanze, i borghi di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca completano un itinerario nella Valle d'Itria di rara bellezza: vigneti, oliveti, masserie e un paesaggio che cambia lentamente a ogni curva della strada.


Cosa mangiare a Polignano e dintorni


Specialità di Polignano


Visitare Polignano senza dedicare la giusta attenzione alla gastronomia locale sarebbe un errore imperdonabile.

Le polpette di pane ("polpette 'ndorate" in dialetto) sono uno street food tipico: polpette di pane raffermo con prezzemolo, aglio, pecorino e uova, fritte in olio d'oliva. Le trovi nelle friggitorie del centro storico. Il polpo alla pignata (cotto nella terracotta) è uno dei piatti di mare più tradizionali; le orecchiette con le cime di rapa, condite con acciughe sciolte nell'olio e peperoncino, sono una piccola perfezione della cucina povera pugliese.


Non perdere la burrata fresca prodotta nella zona — con la sua crosta di mozzarella e il cuore cremoso di panna e sfilacci — e il pane di Altamura DOP, prodotto a circa 40 km da Polignano con semola rimacinata di grano duro locale, che si conserva per giorni senza perdere fragranza. 


Quando andare a Polignano a Mare


Il periodo migliore per visitare Polignano a Mare, se il tuo obiettivo è anche fare mare, va da fine maggio a fine settembre, con acqua in genere già gradevole da giugno e ancora calda a settembre. Luglio e agosto sono i mesi più affollati, con un forte picco turistico, mentre maggio, giugno e settembre offrono un buon equilibrio tra clima, vivacità e gestione delle presenze.


Se ti interessa soprattutto il fascino del borgo, le vedute sulle scogliere e le passeggiate nel centro storico, anche l’autunno e l’inverno sono stagioni interessanti: Polignano è meno affollata, il mare resta protagonista e molti scorci risultano particolarmente suggestivi nelle giornate limpide.


Non è solo la bellezza del luogo — le falesie, il mare azzurro, le case bianche — ad essere un ottimo pretesto per un viaggio, è qualcosa di più sottile: la luce che cambia ogni ora sul calcare bianco, il suono particolare delle onde sulle scogliere, il contrasto tra il bianco dei muri e il blu profondo del mare.


Polignano è generosa con i visitatori che hanno la pazienza di guardarla davvero: di non fermarsi alla fotografia da cartolina, di scendere i gradini ripidi verso il mare, di alzarsi presto per vedere le falesie nella luce del mattino, di sedersi in una vecchia trattoria e chiedere cosa c'è di buono senza guardare il menu. 

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